Un crypto-exchange giapponese accusa Binance di favorire il riciclaggio di 9 milioni $ provenienti da un hack del 2018

Un crypto-exchange giapponese accusa Binance di favorire il riciclaggio di 9 milioni $ provenienti da un hack del 2018 - gavel 1024x555Un crypto-exchange giapponese che nel 2018 aveva subito un attacco da 60 milioni di dollari, ha citato in giudizio Binance con l’accusa di “aiutare e favorire” il riciclaggio di parte dei fondi rubati.

Le dinamiche dell’hacking

Secondo una denuncia presentata dall’exchange giapponese Fisco presso un tribunale distrettuale della California settentrionale il 14 settembre, subito dopo aver perso quasi 6.000 bitcoin nell’hacking del 2018, i ladri hanno inviato 1.451 bitcoin a un indirizzo appartenente a Binance, per un valore di 9,4 milioni $ dell’epoca.

Fisco – noto come Zaif al momento dell’hacking – ha aggiunto che i ladri hanno successivamente riciclato i fondi sulla più grande piattaforma exchange del mondo, a causa dei suoi presunti protocolli KYC e AML che “non sono all’altezza degli standard del settore”.

Nella denuncia, si afferma che i ladri abbiano approfittato della politica di Binance che consentiva ai nuovi utenti di aprire account e di effettuare transazioni sulla piattaforma per investire importi inferiori a 2 bitcoin senza dover fornire alcuna informazione di identificazione significativa. “I ladri hanno distribuito i bitcoin rubati in settemila transazioni e conti separati, tutti valutati al di sotto della soglia di 2 bitcoin.

In questo modo, hanno convertito i bitcoin rubati in altre criptovalute ed hanno poi trasferito la somma fuori dalla piattaforma Binance”, ha riferito un portavoce. Fisco ha affermato che poiché Binance è stato informato e aveva “conoscenza effettiva” che i fondi rubati erano stati inviati alla sua piattaforma, “intenzionalmente o per negligenza non è riuscito a interrompere il processo di riciclaggio di denaro quando avrebbe potuto farlo”.

In quanto tale, Fisco chiede a Binance di pagare per la perdita dei fondi riciclati oltre ad altre sanzioni di tipo non economico. Zaif è stato venduto dalla allora società madre Tech Bureau a Fisco poco dopo l’incidente, riuscendo in parte a compensare le perdite degli utenti che ci avevano rimesso i propri fondi nell’hacking.

Perché una causa in California

Fisco ha sostenuto che la causa dovrebbe essere svolta presso un tribunale della California non solo perché ci sono vittime che risiedevano nella regione, ma anche perché delle “componenti critiche” dell’attività di Binance si trovano proprio in California.

Ad esempio, Fisco ha affermato che Binance utilizza Amazon Web Services (AWS) per ospitare i suoi server ed ha la possibilità di selezionare un data center AWS per le sue operazioni. La questione è emersa dopo ripetute dichiarazioni fatte da Binance sul fatto di non avere una sede fisica in nessuna parte del mondo.

“Secondo alcune informazioni, una parte significativa se non tutti i server AWS su cui Binance fa affidamento per le sue operazioni si trovano nello Stato della California”, ha affermato Fisco.

Inoltre, Fisco ha affermato che una parte consistente delle riserve di criptovaluta di Binance è archiviata in strutture hardware offline situate nella San Francisco Bay Area, che sono controllate e gestite da enti con sede nella regione.

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