sulle cripto
Nel corso delle ultime ore il Bitcoin ha fatto segnare un notevole regresso, che ha naturalmente spinto gli analisti a chiedersi quali possano essere gli eventi che hanno innestato la retromarcia di BTC (vedi quotazione Bitcoin in tempo reale ). Tra quelli ritenuti più attendibili, il recente tweet di Donald Trump su Libra, in cui il Presidente degli Stati Uniti afferma che nel caso in cui Facebook intenda trasformarsi in una vera e propria banca, facendo leva su Libra, deve seguire le regole cui si attengono le aziende del settore, ovvero chiedere una licenza in tal senso. Una posizione la quale è stata commentata in vario modo dagli osservatori e dagli addetti ai lavori.
Il tweet dell’attuale inquilino della Casa Bianca è stato commentato favorevolmente dai sostenitori delle monete virtuali, che hanno preferito concentrarsi sul classico bicchiere mezzo pieno. Rappresentato in tal caso proprio dal pratico riconoscimento del ruolo sempre più notevole assunto dalle criptovalute all’interno del mondo economico e finanziario. Se Trump sembra in effetti confermare il suo approccio critico nei confronti delle cryptocurrency, insomma, dall’altro lato è costretto ad ammettere che con esse è necessario trovare un punto di equilibrio tale da impedire loro di sovvertire gli assetti esistenti.
Una posizione, quella di Trump, che sembra del resto in linea con quella assunta dal Congresso, all’interno del quale più di una voce ha sottolineato le necessità di approntare un quadro normativo in grado di incanalare gli asset digitali e impedire loro di debordare, andando a costituire in pratica una vera e propria alternativa allo stesso dollaro, ipotesi che costituirebbe un danno notevolissimo alle ambizioni imperiali degli Stati Uniti.
Il tweet incriminato, però, ha anche spinto molti economisti a chiedersi sin dove potrebbe spingersi Trump nella sua tenzone con le divise virtuali. In particolare è stato Alex Krueger ad affermare di ritenere possibile, ma al contempo improbabile, una mossa come il bando ai danni del Bitcoin. Secondo lui proprio la legge gli impedirebbe in pratica di intraprendere un’azione simile, in quanto dovrebbe convincere il Congresso della necessità di bandire Bitcoin adducendo motivi tali da giustificare un decreto o altre misure emergenziali. Mentre potrebbe rivelarsi molto più proficuo un attacco portato avanti sotto forma di divieto alle banche di offrire i propri servizi agli exchange di criptovalute o rendendo praticamente irrealizzabile questo rapporto imponendo misure quasi impossibili da rispettare.
Le mosse di Trump sono andate ad aggiungersi alla reazione non proprio entusiastica del Congresso, proprio in coincidenza con una notevole flessione dei mercati. Un concatenarsi di eventi che ha spinto molti osservatori ad affermare come proprio l’atteggiamento delle istituzioni politiche sia alla base della brusca frenata in atto.
Ora non resta che attendere i prossimi giorni per capire meglio cosa potrà accadere, soprattutto la prevista audizione di Facebook al Congresso, in cui i vertici di Menlo Park dovranno cercare di fornire adeguate rassicurazioni in vista dell’avvento di Libra. Un evento che potrebbe ripercuotersi con estrema forza sull’intero settore.
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